Mese: agosto 2015

Il calendario affettivo: la routine d’amore

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Sta per iniziare settembre, un nuovo inizio per molti. Si ritorna dalle vacanze e si ricomincia la routine quotidiana, scuola, lavoro, figli, mille cose a cui pensare e mille cose da fare. E’ facile quindi tralasciare la vita sessuale e l’intimità nella coppia.

“Ho lavorato troppo, sono stanchissimo, perché non rimaniamo a casa?”

“Con tutto quello che c’è da fare non ho un attimo per me, non sono nemmeno andata dall’estetista, figuriamoci il parrucchiere!”

Queste alcune delle frasi che abbiamo la tentazione di dire o almeno pensare. Tuttavia l’intimità nella coppia va coltivata ed innaffiata quotidianamente. Molti pensano che così la vita sessuale diventi un obbligo. “Dov’è finito il romanticismo?” potreste chiedervi. Ma vi assicuro che non si tratta di questo, a volte con gli anni e gli impegni giornalieri si perde l’abitudine all’affetto che pian piano diminuisce fino anche a sparire. Non servono molte cose, ecco alcuni suggerimenti pratici per riabituarvi all’intimità quotidiana attraverso il calendario affettivo:

  • Scegliere un giorno al mese per il proprio partner. Quel giorno si accontentano i suoi desideri. Una mostra desiderata da tempo? Un film di quelli che proprio odiate? Quel pub sgangherato dove si vede la partita urlando tutti assieme? Pensate a cosa desidera il vostro partner oppure chiedete a lui/lei. Sarà una giornata davvero speciale, magari per voi un po’ noiosa ma di sicuro renderà più affiatata la vostra coppia. Magari il mese prossimo sarà il vostro partner a dedicarsi ai vostri desideri!
  • La grande coccola del mese. Detta così non dice molto ma vi spiego. Per grande coccola del mese intendo un paio d’ore al mese in cui vi dedicate al vostro partner nell’intimità. La regola della grande coccola è rimanere in intimo, ci si sdraia sul letto e si coccola l’altro senza andare oltre. La grande coccola deve essere ricambiata dal partner, un ora a testa o mezz’ora a testa andranno benissimo. Quindi cosa fare in intimo per due ore? Beh, ci sono tante cose da fare: massaggi con oli speciali, provare nuove sensazioni con qualcuno dei cinque organi di senso, baciare parti del corpo di solito trascurate (la piega del gomito è una grande zona erogena!). Le idee verranno pian piano basta iniziare!
  • Un pensiero romantico a settimana. Si ok, può sembrare impegnativo. Ma, credetemi, non lo è. Innanzitutto ridimensioniamo la parola romanticismo. Non serve un aereo che spara rose dal cielo, basta un fiorellino raccolto per strada. Non serve la poesia romantica, basta un post-it con scritto “Buona giornata amore“.  Piccoli gesti settimanali o persino quotidiani che fanno capire al partner che lo amate ancora come il primo giorno, che non lo date per scontato.
  • Interessamento serale. Ogni sera si è stanchi, lo so. Il lavoro è andato male, mancano ancora i panni da stirare, il bambino sembra il coniglietto rosa ed iperattivo della pila duracel oggi. Ma come le pile anche voi avete ancora un po’ di energia rimasta prima di andare a dormire. Utilizzatela per chiedere al vostro partner “Com’è andata oggi?” e soprattutto per ascoltare la risposta. Ricevere ascolto e conforto, empatia ed interessamento possono trasformare una giornata disastrosa in una giornata come minimo sopportabile. Ascoltate con interesse e fate domande per capire meglio la situazione. Non offrite soluzioni e basta. La parte importante è l’ascolto e il sostegno. A volte potrete fare cose pratiche per aiutare il vostro partner altre volte no, ma in ogni caso il sapere che ci siete, che siete interessati fa sentire meno soli, ma soprattutto amati.
  • Un bacio quotidiano. Sembra scontato ma alcune coppie non si baciano tutti i giorni. Quand’è l’ultima volta che avete dato un bacio? E l’ultima volta che lo avete ricevuto? Se non ricordate bene “Era ieri? No forse stamattina” allora questo è assolutamente un appuntamento da segnare sul vostro calendario. E ricordate è importante non solo essere baciati ma anche baciare. Prendete voi l’iniziativa!

Ecco quindi le basi del vostro “calendario affettivo” vi sembrerà un obbligo, poco spontaneo e per niente romantico. Ma alla fine il gesto, il risultato, la coccola, il bacio, quelli sono veri, sono autentici. Poi con il tempo il “calendario affettivo” diventerà una buona abitudine per la vostra vita sentimentale e se avete problemi a seguirlo potete sempre rivolgervi al vostro consulente sessuale di fiducia!

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Scritto da Roberta Autore

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Agosto il mese delle separazioni e dei divorzi

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Dopo mesi di freddezza, di rapporti sessuali sporadici e veloci, di noia e sesso routinario, dopo un anno di discussioni e litigi, un anno di stress e lavoro, finalmente si va in vacanza!

Molti partner sperano che ad agosto, messi da parte i problemi della vita quotidiana, si abbia un riavvicinamento nella coppia.

L’avvocato dei VIP Sergio Scicchittano, smentisce queste speranze dichiarando che ad agosto da anni tiene aperto il proprio studio a pieno regime per cause matrimoniali e spiega come nella coppia “le difficoltà ci sono anche durante l’inverno ma poi gli impegni distraggono dalle conflittualità perché si è assorbiti dal lavoro e sovente si ha l’impressione che la causa del disaccordo si nasconda nello stress della vita quotidiana, mentre in estate i difetti del partner diventano più evidenti e riemerge tutto ciò che durante il periodo invernale è rimasto sopito”.

Ma perchè tutto ciò? A volte la routine, i piccoli impegni quotidiani, il lavoro, fanno passare in secondo piano la coppia, l’intimità e l’affettività che vanno coltivate ogni giorno.

Troppo spesso è più semplice voltarsi dall’altro lato nel letto invece di condividere un abbraccio, scambiarsi un saluto invece che un bacio.

Prima di arrivare a situazione limite ci sono molte possibilità per la coppia di ritrovare la passione dimenticata.

Sembra scontato ma si tratta di piccole cose. Da quanto tempo non baciate il vostro partner? Quand’è l’ultima volta che avete passato una serata diversa insieme?

Un massaggio, un intimo sexy o una semplice cena solo per voi, possono essere il punto di partenza per un’intimità più affiatata.

In questo caso un consulente sessuale può aiutare a mettere in prospettiva la situazione, per comprendere il problema e suggerire soluzioni personalizzate per la coppia.

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Lifting sessuale: Vaginoplastica

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Sempre più donne si rivolgono alla chirurgia estetica e la sfera sessuale non è immune da questi interventi. Per risolvere un problema fisico o estetico è possibile, infatti, ricorrere a diverse tipologie di chirurgia estetica. La vaginoplastica è un intervento di chirurgia estetica, solitamente con procedura Laser, che migliora l’aspetto funzionale ed estetico della vagina. All’interno di questa macro-categoria esistono diverse tipologie di interventi, qui di seguito le procedure più comuni:

  • La liposcultura del pube o del monte di Venere rimodella a livello estetico e, talvolta, funzionale la zona genitale femminile esterna. Si risolve così un problema relativo ad un eccesso di tessuto adiposo o ad una mancanza di adipe, situazione possibile in seguito alla menopausa.
  • La labioplastica mira a modificare l’aspetto delle piccole o delle grandi labbra. Per queste ultime si può attuare un rimodellamento, attraverso la tecnica di lipofilling che migliora la tonicità della cute. Per le piccole labbra, si ricorre spesso ad una labioplastica riduttiva che permette un miglioramento della simmetria, in caso di problemi dovuti alla menopausa o connessi al parto.
  • L’imenoplastica è, invece, l’intervento chirurgico con il quale viene ricostruito l’imene, riportando la vagina allo stadio anatomico appartenente alla fase della verginità.
  • Un ulteriore innovativo intervento è il G-Spot Amplification, che mira ad aumentare il volume del cosiddetto “punto G” per mezzo di un lifting a base di collagene. Lo scopo di questa operazione è aumentare la sensibilità e migliorare il piacere sessuale.

Sono quindi tanti e di varia tipologia gli interventi di chirurgia estetica che riguardano la sfera sessuale femminile. Così come sono diversi i motivi che spingono a desiderare questo tipo di operazioni. Con l’emancipazione della donna, l’aumento della durata della vita, l’evoluzione sociale e culturale si può decidere di modificare il proprio aspetto per risolvere problematiche fisiche o per migliorare il rapporto con il proprio corpo. Molto spesso questi interventi si rivolgono a donne che, in seguito alla menopausa, vivono cambiamenti sul proprio corpo e nella percezione di sè.

Tuttavia è bene riflettere sulle motivazioni che sono alla base di questa scelta, un intervento chirurgico modifica il corpo e può portare una diversa percezione di sè ma non migliora automaticamente il rapporto con l’intimità e la sessualità. E’ bene, quindi, prima di affrontare un percorso chirurgico, rivolgersi ad un consulente sessuale o ad uno psicologo per comprendere le proprie motivazioni ed affrontare in maniera più adeguata la scelta chirurgica.

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Oggetti d’arredamento umani: La Furniphilia

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Sono qui, immobile. Sento i muscoli della gambe tendersi, strepitare cercando un movimento impossibile, le braccia mi fanno male, non ce la faccio più a tenerle sollevate, mi tremano. Ma devo resistere….

Ho resistito, il dolore è ormai piacere. Non sono più io, ma sono qui, sono presente.

Questi i pensieri che possono esserci nelle menti di uomini e donne che assumono le sembianze e le funzioni di oggetti di arredamento.

Furniphilia è il nome di questa pratica sessuale. Il termine, in italiano anche fornofilia o furnifilia, deriva da philia (amore) e dal termine inglese forniture, termine che indica appunto oggetti di arredamento ed è una pratica comune all’interno del mondo BDSM.

Si tratta di una forma di immobilizzazione senza l’uso di corde. Il soggetto diventa, all’interno di una pratica erotica, uno sgabello, una sedia, un candelabro, un tavolo e viene usato per tale funzione creando piacere grazie al dolore fisico o alla sottomissione.

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Clown Sex Party

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Stanchi delle solite feste? Nessuna idea per una serata nuova ed eccitante? Noia nella vita sessuale? La soluzione per voi è il Clown Sex Party!

Coppie, single, uomini e donne consenzienti si danno appuntamento per condividere ilarità e piacere durante il sesso travestendosi da clown. In questo modo si raggiunge una sorta di anonimato, la maschera di trucco cela la propria identità ed un nuovo personaggio prende vita.

Sadico, ironico, scherzoso, sessualmente esplicito o ambiguo, il trucco e l’abito da clown permettono di vivere in maniera diversa la sessualità. Cambiare ruolo, cambiare partner, cambiare modo di vivere il sesso, il clown sex party permette tutto ciò.

Come funziona? Si sceglie un luogo e ci si procura ciò che serve: trucco, nasi di gomma, parrucche, vestiti, preservativi, lubrificanti, sex toys, una pistola spara coriandoli, palloncini di ogni forma o qualsiasi altro gadget adatto ai clown.

Prima di iniziare ogni partecipante si trucca o viene truccato in una metamorfosi graduale che permette di abbandonare le inibizioni quotidiane. Poi ognuno si presenta, dichiarando le proprie preferenze sessuali e cosa desidera per la serata. Eterosessualità, bisessualità, penetrazioni, baci, ognuno può specificare i propri limiti e desideri. Infine inizia il sex party, l’atmosfera si scalda e i clown prendono vita.

Quindi forza abbandonate l’idea dei clown che giocano alle feste dei bambini, indossate un costume ridicolo, scarpe giganti e cercate il Clown Sex Party più vicino a voi!

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Scritto da Roberta Autore

Cos’è la genitorialità?

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Cosa significa essere genitori? E’ un aspetto legato al sangue o una legame emotivo? La genitorialità è solo connessa alla nascita? Ecco una breve spiegazione scientifica:

La genitorialità non è un concetto astratto o naturale, ma un insieme di comportamenti.

E’ la capacità dell’adulto di fornire cure, sostegno e supporto allo sviluppo fisico, emotivo, sociale e intellettuale del bambino. Questi comportamenti sono mediati da vari aspetti, rappresentazioni mentali, ed esperienze.

La letteratura scientifica sull’attaccamento ha sostituito il termine genitore con quello di caregiver per indicare che è la funzione esercitata dall’adulto nel prendersi cura non la biologia che crea la “famiglia”.

La generatività quindi non è condizione necessaria nella genitorialità. Dunque non sono il genere, l’orientamento sessuale o il legame biologico a caratterizzare le capacità genitoriali. (Speranza, 2013).

Bibliografia: Speranza, A. (2013) Introduzione. Rivista infanzia e adolescenza – Vol 12, n. 2 , pp. 71-84.

Tratto da: Roberta Autore (2015); Rassegna della letteratura. Genitorialità omossessuale. Competenze genitoriali delle persone gay e lesbiche, benessere e sviluppo dei figli, gestione dello stigma, effetti del mancato riconoscimento legale.

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